Messina. Consegnato lettore per la genetica in memoria di Seby Rizzo.

Per un attimo, sembravano essere riapparsi dal nulla quegli occhi spauriti e speranzosi che la sindrome di Fahr ha spento due mesi fa, dopo soli 23 anni di sofferenze, tra aghi e paure, in mezzo a genitori che gli dedicavano ogni attimo di vita e tra medici che lo aiutavano a sfidare ogni giorno. Erano gli occhi di Sebastiano Cosimo Rizzo, che stamattina è stato ricordato dai vertici del Policlinico Universitario di Messina, nella saletta di Genetica del reparto Pediatria in cui i «suoi» medici, ogni giorno, si riuniscono per risolvere problemi come i suoi. La saletta, da stamattina, è dedicata a Sebastiano Rizzo, per volontà proprio dei «suoi» medici, coordinati dal prof. Carmelo Salpietro. Medici ai quali stavolta è stato lui a fare un regalo: un lettore di micropiaste, termine indigeribile che descrive un macchinario necessario per dare informazioni sul tipo molecolare per la genetica delle malattie rare.

Donato dai genitori con le offerte di amici, parenti e parrocchia
La macchina è stata donata ieri dai genitori di Seby, Nunziato e Nunzia Rizzo, ed è stata acquistata grazie alle offerte di amici e parenti, nonché a quelle della parrocchia S. Sebastiano di Limina, retta da don Francesco Broccio, che ha deciso di devolvere all’iniziativa le somme della raccolta del «fiore che non marcisce» in occasione del funerale del ragazzo. Il lettore sarà ora a disposizione del laboratorio di genetica molecolare, retto dalla dottoressa Luciana Rigoli.

Alla cerimonia, molti medici e amici liminesi

Molti i medici, gli allievi e gli amici liminesi presenti ieri alla cerimonia di consegna del lettore. «Spero che questo gesto serva a dare speranza ad altri bambini» ha detto il fratello, Luigi Rizzo, mentre il papà Nunziato ha voluto ringraziare tutti, «e mi scuso» ha detto rivolgendosi a medici e amici «se qualche volta ho pensato che voi non ci foste vicini, ma la solitudine generata dalla lotta contro queste malattie dà anche queste sensazioni: ora, riguardando indietro, mi rendo conto di quanto tutti ci siate stati vicini e vi ringrazio». «I bambini con questa sindrome» ha detto il prof. Carmelo Salpietro «di solito vivono meno, Sebastiano è andato oltre soprattutto grazie al grande amore e all’attenzione della propria famiglia».

Università, Ordine dei medici e amministrazione di Limina: tra commozione e ammirazione
Commossi anche i vertici dell’Università, col pro-rettore, prof. Anastasi, che ha sottolineato come «da questo dolore, la famiglia di Sebastiano ha saputo dare vita a un grande e ammirevole atto d’umanità, che aiuterà tante persone», e il presidente dell’Ordine dei medici, Nunzio Romeo, che ha voluto portare il proprio saluto alla famiglia. Presenti tanti liminesi, con i vertici dell’amministrazione comunale: l’assessore ai Servizi sociali, Rosanna Ragusa, il presidente del consiglio (docente al Policlinico), Marcello Bartolotta, e il sindaco di Limina, Filippo Ricciardi, il quale, rivolgendosi ai medici, ha evidenziato «la gioia nel vedere che anche qui, in ospedale, Sebastiano aveva una bella famiglia, che invito a Limina, in occasione di un evento che stiamo predisponendo proprio in memoria di Sebastiano».

Salpietro ha parlato della malattia e del caso di Seby
Il prof. Salpietro ha anche esposto la cronistoria della malattia di Seby e gli studi compiuti sul suo evolversi e presentati a simposi internazionali e ha concluso consegnando una semplice foto con una dedica a quell’«angelo che ci è rimasto nel cuore». Insomma, non di solo bisturi è fatta la medicina, ma anche di insegnamenti che solo chi vive certe esperienze è in grado di trasmettere. Più e oltre i libri e i manuali. Esperienze dove malato, famiglia e medico diventano una cosa sola, raccogliendo gioia dai successi e seminando nuove speranze sul triste solco lasciato dagli inevitabili insuccessi.

Articolo del 02/02/2008 di Filippo Brianni