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31
ottobre 2010
di
Filippo
Zaccaria
Liminese
–
Sporting
Club
Giardini
1 – 0
Limina
- Al
“Saglimbeni”
la
Liminese
conquista
la prima
vittoria
casalinga
battendo
un
Giardini
mai
domo. I
ragazzi
di
mister
Alibrandi
partono
col
piede
giusto
mettendo
in
difficoltà
gli
avversari
in tutti
i
reparti
del
campo.
Le prime
occasioni
da gol
sono
creati
dalle
conclusioni
di
Bartolotta
e Puglia
che
esaltano
le doti
di Crimi.
Al 24’ è
De
Gaetano
ad
opporsi
a
Privitiera
deviando
in
angolo
una sua
punizione.
La
Liminese
continua
il
proprio
pressing
mettendo
in
difficoltà
gli
ospiti
tanto
che al
40’
arriva
il gol
vittoria
realizzato
da Tamà,
che
conclude
in rete
una
perfetta
triangolazione.
Nella
ripresa,
lo
Sporting
Club
Giardini
non ci
sta a
perdere
e crea
delle
occasioni
con
Tizzone,
Lucisano
e
Privitera.
A
fermare
le loro
conclusioni
sono la
traversa
e il
palo. La
squadra
locale
cerca di
abbassare
i ritmi
del
gioco
agendo
in
contropiede.
Alla
fine il
pressing
dei
ragazzi
di
mister
Lucidano
non
viene
premiato
con la
rete del
pareggio.
|
LIMINESE
|
SP. CLUB
GIARDINI
|
|
De Gaetano |
Crimi |
Tamà Dario
40' |
Bonaventura |
|
Noto
Emanuele |
Prestandrea |
|
Orlando
Fabio |
Miceli |
|
Restifo
Giovanni |
Caldara
(56‘Lo Re) |
|
Lo Giudice
Carmelo |
Privitera
(85’ Venuti) |
|
Occhino Alan |
Corica |
|
Lo Giudice
Gianpiero |
Tizzone |
|
Bartolotta
Francesco |
Caggegi |
|
Puglia
Carmelo |
Cirino (62’
Parisi) |
|
Palella
Michael
(75’
Saglimbeni
Sebastiano) |
Lucisano (90
Vecchio) |
|
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30
ottobre 2010
di Filippo Brianni
Limina - Il tribunale deciderà sulle incompatibilità di Musumeci e Rizzo
La politica liminese si mette in toga. Dal 3 novembre prossimo, infatti, due degli argomenti più gettonati di questo primo scorcio di amministrazione saranno oggetto di esame da parte del Tribunale di Messina. Si tratta delle incompatibilità, vere o presunte tali, del leader di opposizione Sebastiano Musumeci e dell’assessore Luigi Rizzo.
Mercoledì toccherà a Musumeci, «armato» dell’avvocato Antonio Miano, presentarsi di fronte al giudice del Tribunale di Messina, Orifici. Musumeci chiede di essere reintegrato nel ruolo di consigliere comunale, dove è stato eletto ma da cui è stato dichiarato decaduto dalla maggioranza. Secondo l’amministrazione, Musumeci in aula non può starci perché ha una lite giudiziaria pendente contro il Comune che lo rende incompatibile col ruolo che sarà chiamato a svolgere.
Si tratta di una causa avviata dallo stesso Musumeci dopo l’estromissione, nel 2006, dalla giunta di Filippo Ricciardi. Musumeci richiedeva il riconoscimento delle indennità di carica di assessore, a cui aveva sempre dichiarato di rinunciare, cambiando idea dopo l’estromissione, anche se Musumeci ha sempre sostenuto che utilizzerà quei soldi per opere per Limina. Il Tribunale di Taormina diede ragione a Musumeci, ma il Comune ha fatto appello e ora la causa pende di fronte alla Corte d’appello di Messina.
Per questo motivo la maggioranza a luglio aveva chiesto a Musumeci di rimuovere la lite (quindi, rinunciando ai soldi liquidati dal Tribunale, oltre 15 mila euro), altrimenti sarebbe scattata la decadenza, come poi è avvenuto. Musumeci ritiene invece che il ricorso in Corte d’appello da parte del Comune sia strumentale, perché avrebbe avuto il solo scopo di lasciarlo in lite pendente, e inoltre sostiene che la natura del credito (indennità di carica) escluda l’applicabilità della normativa sulla decadenza. Adesso deciderà il Tribunale.
Il 1° dicembre, ancora tribunale (giudice Fiorentino), ma stavolta le parti sono invertite, perché è Musumeci a chiedere la decadenza dell’assessore Luigi Rizzo, per lo stesso motivo che aveva determinato la sua, di decadenza. Rizzo, infatti, aveva fatto causa al Comune per un risarcimento danni e con la causa in corso, il 17 settembre scorso, è stato nominato assessore.
Subito dopo, Rizzo ha provveduto a cedere il credito a un terzo e, secondo l’amministrazione, questo ha rimosso l’incompatibilità, tanto che il sindaco Filippo Ricciardi, dopo aver avviato la contestazione, ha ritenuto di confermare l’assessore. Insomma, lo stesso tipo di problema, seppur con delle differenze, è stato diversamente considerato sia dall’amministrazione che dall’opposizione.

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30
ottobre 2010
di Filippo Brianni
Calcio
-
Limina
–
Aci
S.
Filippo
2-5:
le
troppe
assenze
affondano
i locali
Con
in
poppa
il
vento
della
meritata
vittoria
nel
fortino
del
Trappitello,
il
Limina
tornava
in
casa
contro
l’Aci
S.
Filippo
per
centrare
la
prima
vittoria
casalinga
e
prendere
finalmente
il
largo
in
mezzo
allo
stretto
golfo
della
classifica.
Invece,
l’Aci
S.
Filippo
si è
rivelato
un
iceberg,
che
nella
prima
frazione
ha
fatto
imbarcare
acqua
ai
locali
da
tre
falle
e
nella
ripresa
lo
ha
definitivamente
affondato.
Certo,
parziale
attenuante
sono
le
tantissime
assenze
(D’Alessandro,
Ponzio,
Filosa,
Mormino,
Irrera,
Cardullo)
che
hanno
costretto
il
Limina
a
presentarsi
con
un
solo
portiere,
senza
i
giocatori
tecnicamente
più
dotati
e
con
Briguglio
costretto
ancora
in
panchina
da
un
infortunio.
L’Aci
S.
Antonio
aveva
il
nuovo
mister
e il
fresco…
Pecorino
ha
dato
subito
un
odore
diverso
a
una
squadra
che
ha
mostrato
buone
geometrie
e
veloci
ripartenze.
In
avvio
gol
del
Limina,
poi
il
«flop»
Il
Limina
comincia
con
un
colpo
di
paura,
al
9’
quando
Bracciolano
manca
la
porta
da
buona
posizione,
dopo
uno
svarione
difensivo.
Sul
capovolgimento
di
fronte,
La
Valle
viene
atterrato
e
conquista
un
rigore
che
realizza
spiazzando
Mazzola.
L’Aci
S.
Antonio
prova
a
reagire
con
una
serpentina
di
Orazio
Pavone
conclusa
alta
e il
Limina
risponde
con
una
bellissima
punizione
di
La
Monica
di
poco
a
lato.
Poi
gli
ospiti
stringono
e
conquistano
due
punizioni
dal
limite:
le
tira
entrambe
Bracciolano
e,
in
entrambi
i
casi,
Trimarchi
è
abilissimo
a
respingere.
Sul
successivo
calcio
d’angolo,
la
palla
piove
in
mezzo,
Alessandro
Pavone
è
libero
e la
tocca
dentro.
Il
Limina
stenta
a
far
gioco,
con
Romano
troppo
impreciso
e i
laterali
che
non
riescono
a
spingere
con
continuità.
C’è
un’occasione
per
Messina,
al
31’,
che
tira
fuori
da
buona
posizione,
prima
del
finale
di
tempo
che
si
rivela
un
incubo,
anche
per
via
della
lentezza
della
difesa
locale
e la
bravura
di
Catania.
Il
laterale
etneo
al
41’
parte
a
sinistra,
si
beve
due
difensori
in
velocità
e
batte
Trimarchi
in
uscita
con
un
colpo
sotto.
Due
minuti
dopo,
ancora
Catania
scappa
a
destra
e
sull’uscita
del
portiere
appoggia
il
3-1
sul
palo
lontano.
Il
Limina
prova
a
rientrare
subito
in
partita,
ma
Mazzola
para
su
Miano
e
Rizzo
tira
alto.
Briguglio
prova
a
rianimare
i
suoi
Nella
ripresa
il
Limina
si
presenta
con
Ivan
Briguglio,
che
rende
l’attacco
più
vivace,
malgrado
La
Valle
continui
a
calare
col
passar
dei
minuti
e i
rifornimenti
da
centrocampo
diventino
sempre
più
rari.
Sui
cross,
la
difesa
locale
si
stringe
con
tre
uomini
e
ribatte
quasi
tutto.
Comunque,
al
49’
Briguglio
si
smarca
bene
e
prova
con
un
ginocchio,
ma
non
trova
la
porta.
Al
50’
ancora
errore
difensivo
locale,
ma
Trimarchi
ferma
Blancaldo
in
uscita.
Al
65’,
su
punizione,
si
alza
una
mano
liminese
in
barriera
e
l’arbitro
concedere
il
rigore.
Tira
Bracciolano,
Trimarchi
resta
fermo
fino
alla
fine
e
blocca
il
tiro,
tenendo
ancora
in
vita
i
suoi.
Cinque
minuti
dopo,
Ivan
Briguglio,
di
testa,
trova
il
secondo
gol
e la
gara
sembra
riaprirsi.
Si
lotta
per
cinque
minuti,
poi
al
77’
Catania
fa
flipper
col
pallone
tra
le
gambe
di
due
difensori,
va
in
area
e
segna,
staccando
definitivamente
la
spina
al
moribondo
avversario.
C’è
ancora
il
tempo
per
la
quinta
rete,
che
segna
Bracciolano
servito
da
Blancaldo,
nuovamente
all’esito
di
un’incursione
che
la
difesa
non
argina.
Finisce
con
Briguglio
che
sfiora
un
palo
e
con
Arena
che
appena
entrato
scalcia
un
avversario
e si
becca
il
rosso.
Peggio
di
così…
LIMINA
–
Trimarchi
6 (perfetto
tra
i
pali,
meno
in
uscita),
Morgante
5,5
(non
brilla),
Pistone
5,5
(travolto),
Romano
4,5
(impreciso),
Alibrandi
4,5
(irritante),
Sfameni
5 (esitante
–
46’
Bertano
5
fuori
misura),
Messina
5 (inconcludente),
La
Monica
6 (qualche
luce
tra
le
ombre
–
46’
Briguglio
7
rivitalizzante),
La
Valle
5,5
(evanescente),
Rizzo
6 (combattivo),
Miano
6 (si
batte
ma
non
basta
–
87’
Arena
4
espulso
in
tre
minuti).
All.
D’Alessandro.
ACI
S.
ANTONIO
–
Mazzola
6,5,
Alì
5,5,
O.
Pavone
6,
Sambini
5,5,
D’Aquino
5,5,
Toscano
6,
Catania
8
(81’
Marino
sv),
Puglisi
7,
Bracciolano
7,
Blancaldo
7,
A.
Pavone
7
(85’
Romeo
sv).
All.
Pecorino
7,5.
ARBITRO:
Urzì
di
Catania.
NOTE
–
92’
espulso
Arena.
RETI
–
11’
La
Valle
(rig.),
22’
A.
Pavone,
41’,
43’
e
77’
Catania,
70’
Briguglio,
84’
Bracciolano.
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27
ottobre 2010
Si
è celebrato oggi
nella Chiesa di San
Sebastiano di Limina
il matrimonio tra
Matthias Puglisi
di Antillo e
Sarah Paratore
figlia di Sarino e
Sabrina Paratore.
Alla nuova coppia i
migliori auguri di
una felice vita
coniugale!
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26
ottobre 2010
Quarto fiocco rosa
in casa
Noto-Bartolotta! E'
nata infatti Rebecca
Noto di Sebastiano
Noto e Stefania
Bartolotta che va a
fare compagnia alle
sorelline Giovanna,
Francesca e Maria
Chiara.





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17
ottobre 2010
Non è
bastato il pubblico
delle grandi
occasioni per il
debutto della nuova
squadra di calcio "A.S.D.
Liminese". Esce
infatti con una
pesante sconfitta
dal comunale "F.
Saglimbeni" contro i
furcesi dell' Anjali
Team. 0-4 è stato il
risultato finale che
ha tagliato le gambe
ai numerosi tifosi
presenti ma anche
all'intera
formazione allenata
da Vincenzo
Alibrandi. C'è da
dire che per
stragrande
maggioranza dei
giocatori questa è
stata la prima
apparizione in un
vero e proprio
campionato
ufficiale, c'è
ancora molto da
affinare soprattutto
nella condizione
fisica e nei vari
reparti difensivi e
offensivi. Comunque
"buona la prima" ma
nella seconda
occorrerebbe un pò
più di impegno.

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l'organico
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lo spettatore più giovane...
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..forse le divise dovevano essere una taglia in più...
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...forma fisica!!!
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il capitano Carmelo Puglia
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...forma fisica!!!
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...bandierina improvvisata!
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Il vicepresidente "baffo"
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l'allenatore Vincenzo Alibrandi
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|
alcuni dirigenti
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12
ottobre 2010
 |
|
9
ottobre 2010

9
ottobre 2010
Il
Troina
infligge
la
terza
sconfitta
consecutiva
al
Limina
(2-4)
di
Filippo
Brianni
Non
c’è
due
senza
tre.
Anche
per
le
sconfitte.
E
così
il
Limina,
che
cercava
la
prima
gioia
stagionale,
si
becca
la
terza
sberla
di
fila,
al
termine
di
una
gara
bella,
iniziata
bene,
ma
che
è
sfuggita
di
mano
col
passar
dei
minuti.
Merito
di
un
Troina
forte
e
capace
di
crescere
durante
la
partita
e
demerito
di
un
Limina
che,
finito
sotto,
ha
aggredito
solo
a
tratti
con
la
giusta
dinamicità
e
determinazione
e,
soprattutto,
non
ha
saputo
porre
un
cerotto
alla
ferita
sulla
destra
in
cui
Pagana
ha
succhiato
sangue
a
volontà.
Certo,
colpa
anche
di
pesanti
assenze
in
ogni
reparto
(Alibrandi,
Ponzio,
Briguglio,
Romano),
che
costringono
D’Alessandro
a
inventarsi
un
po’
tutto,
tra
cui
proprio
la
fascia
destra,
dove
Arena
non
argina
Pagana
e
Messina
è
costretto
più
a
ripiegare
su
Plumari
che
a
sostenere
l’azione
offensiva.
Nel
Troina,
Pagana
fa
la
differenza
(e
che
differenza!)
e
dialoga
agevolmente
con
gli
altri
due
terminali
offensivi,
Sciuto
e
Destro;
il
centrocampo
è
più
affidabile
quando
attacca
rispetto
a
quando
è
attaccato;
dietro
qualche
varco
resta,
soprattutto
nei
momenti
in
cui
la
difesa
si
trova
a
tre
e il
Limina
riesce
(raramente)
ad
allargare
il
gioco
velocemente,
ma i
locali
sprecano
quanto
basta
per
non
fare
risultato.
Primo
tempo
emozionante
Il
primo
tempo
è un
turbinio
di
emozioni
che
iniziano
già
al
7’:
punizione
di
Libro,
la
traversa
respinge,
La
Valle
è in
zona
e di
testa
appoggia
dentro.
Al
10’
Pagana
sfugge
per
la
prima
(di
una
lunga
serie…)
volta
alla
difesa
locale,
ma
Trimarchi
esce
e
gli
para
il
tiro.
Nei
dieci
minuti
successivi
il
Limina
spinge
con
convinzione
e
potrebbe
raddoppiare,
ma
Terrana
nega
il
gol
prima
a La
Valle
(12’)
che
gli
si
presenta
davanti
in
uscita,
poi
a
Filosa
(13’),
mettendoci
il
pugno
sul
tiro
cross
da
sinistra.
Al
16’
colpo
di
testa
di
Plumari
parato
da
Trimarchi;
al
20’
punizione
di
Pagana
che
si
schianta
contro
la
traversa.
Al
22’
Messina
ci
prova
di
testa
in
tuffo,
ma
la
palla
è
fuori.
Poi
il
Troina
accende
la
freccia
è
sorpassa
a…
sinistra:
è da
lì
infatti
che
Pagana
sfugge
alla
difesa
al
23’
e al
35’
e
firma
la
rimonta,
prima
con
un
delizioso
pallonetto
e
poi
con
un
colpo
sul
palo
lontano
su
cui
Trimarchi
nulla
può.
Nella
ripresa
meglio
il
Troina
Si
attende
un
Limina
col
coltello
tra
i
denti,
ma
il
coltello
è
costantemente
in
mano
a
Pagana,
che
regala
belle
giocate
e
semina
il
panico
sulla
destra
liminese.
Al
50’
ancora
un
palo:
lo
firma
S.
Cantagallo
con
un
colpo
sotto
porta
su
un’incerta
respinta
di
Trimarchi.
Un
minuto
dopo,
ancora
occasione
per
La
Valle
che
scappa
ai
marcatori:
il
suo
pallonetto
supera
Terrana
ma
si
perde
fuori.
Al
64’
è il
momento
decisivo,
quando
Pagana
ottiene
un
rigore
che
lascia
qualche
dubbio
e
Sciuto
lo
realizza
spiazzando
Trimarchi
senza
alcun
dubbio.
Il
Limina
prova
a
reagire
subito
e
sembra
potercela
fare
quando
la
botta
di
D’Alessandro
si
insacca
sotto
la
traversa.
Ma
invece
del
forcing
locale,
sono
più
pericolosi
i
contropiede
ospiti,
che
prima
sfiorano
il
poker
con
G.
Cantagallo
e
Pagana
(stupenda
serpentina
su
due
difensori
e
tiro
ribattuto
da
Trimarchi)
e
poi
lo
trovano,
con
Sciuto,
rimasto
il
libertà
non
vigilata
al
limite
dell’area,
laddove
Pagana
lo
trova
direttamente
dalla
bandierina
e
lui
libera
un
rasoterra
che
vale
il
definitivo
4-2.
Il
Limina
non
si
arrende
e
attacca
generosamente,
ma
produce
solo
una
rovesciata
di
Filosa
finita
a
lato.
|