4 indagati per la
morte del cacciatore
Quattro persone, i proprietari del fondo agricolo di
contrada Trapiano di Limina dove è stato trovato morto in
fondo ad un pozzo artesiano il cacciatore cinquantottenne di
Roccalumera, Giuseppe Anfolfo, sono iscritte nel registro
degli indagati per omicidio colposo. Un atto dovuto quando
accadono incidenti del genere. Il Sostituto Procuratore
Francesca Ciranna darà oggi l’incarico al medico legale per
l’autopsia, in modo a accertare le cause della morte che,
per adesso, non sono del tutto chiare. Giuseppe Andolfo
aveva lasciato la sua casa di Roccalumera, dove gestiva una
rivendita di gas in bombole con servizio a domicilio,
domenica pomeriggio a bordo della sua Panda 4 x 4 ed in
compagnia dei suoi due cani, per una battuta di caccia nelle
campagne della Valle d’Agrò. Da quel momento la famiglia non
ha avuto più notizie, e la moglie, allarmata per il mancato
rientro del coniuge, la mattina successiva ha dato
l’allarme. Immediatamente sono partite le ricerche.
Carabinieri e guardie forestali hanno subito setacciato
l’area, anche con l’aiuto di un elicottero, e subito è stata
rintracciata l’auto, in contrada Banna Forza, al confine tra
i comuni di Forza D’Agrò e Limina. Ulteriori ricerche hanno
consentito di dare contorni cupi alla tragedia. Ai bordi di
un pozzo artesiano, in un fondo agricolo di contrada
Trapiano di Limina, carabinieri e guardie forestali hanno
rinvenuto il fucile, il giubbotto da caccia e la borraccia
del cacciatore. In fondo al pozzo profondo sei metri, le
carcasse dei due cani e, sotto, il corpo senza vita di
Giuseppe Andolfo, che è stato recuperato dai vigili del
fuoco del distaccamento di Letojanni. Tra le ipotesi che si
fanno per ricostruire la dinamica dell’accaduto c’è quella
che il peso dei cani abbia spezzato la lastra di eternit che
copriva la bocca del pozzo, facendoli precipitare sul fondo
dove c’era poco più di un metro e mezzo d’acqua. Giuseppe
Andolfo ha cercato di trarre in salvo gli animali calandosi
e finendo anche lui sul fondo, oppure che sia stato colto da
malore (soffriva di diabete) si sia seduto per riprendersi e
che per una qualche ragione sia scivolato, cadendo nel
pozzo, assieme ai cani. Tutte ipotesi. L’autopsia dovrà
accertare se è morto per annegamento o per avere battuto la
testa nella caduta. L’apertura della inchiesta della
magistratura, invece, dovrà chiarire se la copertura del
pozzo con la lastra di eternit, in un terreno che a quanto
pare non era recintato e quindi accessibile a tutti, era
sufficiente ed appropriata per prevenire incidenti del
genere in un’area dalla vegetazione spontanea molto folta e
con attorno un fitto canneto. A Roccalumera, intanto, si
attendono le decisioni del magistrato per potere “riavere”
Giuseppe Andolfo e tributargli l’ultimo saluto. In paese
tutti lo conoscevano, ieri la sua casa sul corso Umberto è
stata meta continua di amici e conoscenti che hanno voluto
portare una parola di conforto alla moglie ed alle tre
figlie. I funerali saranno celebrati da padre Santino
Caminiti nella chiesetta della Madonna della Catena..
Giuseppe Puglisi
mercoledì
19 settembre 2007
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